LA GENESI

 Si racconta che tutto accadde nel lontano Anno Domini 1975 in una notte buia e tempestosa al finire dell’inverno: in cielo era solcato da terrificanti saette, mente la pioggia cadeva con scrosci violenti.
Le tenebre erano squarciate dagli improvvisi ed intensissimi bagliori di luce; un inquietante rumore faceva da sottofondo al clamore per le strade di S. Giovanni, in questa terribile notte?
Un oscuro gruppo di persone approfittando di queste condizioni, avvolte in cupi tabarri, trascinavano con fare furtivo per le vie secondarie del centro storico, un carro sferragliante e cigolante su cui era steso un telone che occultava la misteriosa merce trasportata; un ulteriore sobbalzo del barroccio fece intravedere l’orrido carro: da sotto il telone comparvero per in istante un braccio ed una gamba in avanzato stato di putrefazione. Appena quelli del gruppo se ne accorsero prontamente ricomposero ed occultarono gli arti che si erano accidentalmente scoperti, verificando, volgendosi tutt’ attorno, che nessun sguardo indiscreto avesse potuto osservare la scena.
Si sarebbe poi in seguito saputo che quelle orride membra erano appartenenti alla defunta società Mai Suda da ben due anni morta e sepolta. Il progetto delle scellerate menti di questi oscuri trafugatori era di ridare nuova vita a quelle spoglie mortali martoriate da anni di sconfitte che erano state esse stesse la cagione del decesso.
Giunti al laboratorio “Cicindela” la nefasta compagnia, dopo aver scaricato il corpo, si mise all’opera: come da studi svolti sui tomi del dott. Franckostina, noto scienziato e neurochirurgo di fama mondiale specializzato in insaccati ed affini furono dapprima recuperati dal cadavere membra ed organi ancora utilizzabili ai quali vennero poi applicate con sapiente opera chirurgica le parti mancanti acquistate al mercato nero a prezzi veramente scontati, tra cui alcuni cervelli di in geniere, che furono composti per farne uno, realmente funzionante. Dopo un delicato e difficilissimo intervento di taglia e cuci la creatura era già bell’e pronta: per ridarle linfa vitale si impiegarono svariate trasfusioni d’alluminio, bario e sodio, mischiati tra loro in un segretissima formula chiamata “al-ba-na”.
Completamente ricoperta di bende la nuova creatura mosse dapprima gli arti superiori, poi quelli inferiori; in un secondo momento si mise a sedere sul lettino operatorio ed alle fine aiutata dai propri creatori articolò i primi passi.
Era nata una nuova società.
Di lì a qualche settimana fu possibile liberare l’intero corpo da bendaggi: per ultimo fu il volto che dimostrò in tutto e per tutto quanto difficoltoso fosse stato il folle intervento chirurgico con metà bocca impostata ad un claunesco ed eccessivo sorriso e l’altra metà volta ad una piagnucolosa mestizia.
Dapprima da quella bolla uscirono mugolii poi incominciarono i primi tentativi di formulare parole ed infine in un vernacolo che era un misto di ferrarese bolognese e modenese uscirono le prime parole in risposta alle sollecitazioni dei proprio creatori che spronavano l’ essere ad un passo piu’ disinvolto: “ah,…cade mi!!” disse la nuova societa’ incespicando, e alla successiva richiesta di dove volesse andare, essa indicando una comoda poltrona un po’ distante rispose: “de là” . Un involontario strattone di uno della compagnia rimise in discussione l’ ancora incerto equilibrio della creatura, ed essa indispettita ed impaurita urlo’ : “c’sa tira”.
Uno dei creatori creativi, aveva trascritto in successione quelle prime frasi nel diario in cui venivano fissati tutti i momenti di quella esperienza scientifica; risultava cosi’: “ah, cade mi, de la’, c’ sa tira”.
Pensa e ripensa, il creatore creativo geniale, osservando il volto bislacco della creatura meta’ allegro e meta’ mesto, e riordinando con qualce piccolo ritocco quelle prime frasi da essa pronunciate, propose agli altri compagni di avventura, di chiamarla, da allora e per gli anni avvenire:

 

 Accademia della Satira.